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Marco Parente live sul palco di Germi con POE3 IS NOT DEAD

Venerdì 19 aprile, alle ore 21, Marco Parente presenterà POE3 IS NOT DEAD sul palco di Germi, all’interno della rassegna A Solo.

Germi – Luogo di contaminazione, a Milano, in via Cicco Simonetta 14/A, è un progetto di Manuel Agnelli, Rodrigo D’Erasmo, Francesca Risi e Gianluca Segale, nato per dare spazio alla cultura a trecentosessanta gradi e per creare nuove opportunità espressive.

Il live di Marco Parente si articolerà in tre parti ben distinte:

  1. l’ascolto-visione di American Buffet, il primo disco-cortometraggio del ribelle alter ego adolescenziale Buly Pank, con musiche, testi (in finto inglese), voci qua e là di Allen Ginsberg e Lawrence Ferlinghetti, immagini tratte dai Prelinger Archives e montate ad arte da Fabio Rosseti
  2. l’esecuzione della partitura originale su Dino Campana intitolata I passi della cometa, un soundwalking nel paesaggio sonoro del poeta italiano con musiche eseguite da Parente e Sadi Oortomood
  3. un radio-dramma in omaggio all’ultima intervista rilasciata da Marcel Duchamp, con la voce parlante di un ipotetico Duchamp e musiche originali di Parente, rubate alla ruota posteriore della sua bicicletta e a due flautisti del Maggio Musicale Fiorentino (registrati con il cellulare a loro insaputa)

Quella di Marco Parente, navigatore della canzone più libera e sperimentale, è un’arte in continuo fermento, sintetizzata appunto dallo slogan mutuato dal punk POE3 IS NOT DEAD, laddove “Poe3” è da leggersi nel senso di “Poetry”.

Multistrumentista napoletano, attivo a Firenze dall’inizio degli anni 90, Marco Parente ha cominciato a suonare come batterista dei C.S.I.. Nel 1996 ha avviato il suo percorso da solista, sviluppatosi in un coraggioso viaggio lungo dischi che hanno segnato la storia dell’anti-cantautorato italiano: dall’esordio Eppur non basta – con la partecipazione di Carmen Consoli e La Crus, ristampato di recente in occasione del suo decennale – agli innovativi Testa, dì cuore (contenente un duetto con Cristina Donà) e Trasparente (prodotto da Manuel Agnelli e impreziosito da un pezzo, Farfalla pensante, interpretato anche da Patty Pravo), dagli speculari Neve ridens a La riproduzione dei fiori, sino all’atipico esperimento attuato nel 2017 con Disco pubblico, che restituiva attenzione alla musica suonata dal vivo liberandola dal vincolo di una pubblicazione canonica. Senza contare l’apprezzamento di colleghi d’eccezione come David Byrne, progetti paralleli (in compagnia, per esempio, di Paolo Benvegnù e Alessandro Fiori), collaborazioni, composizioni per altri artisti (compresa Irene Grandi), spettacoli teatrali, parole in dialogo con il suono della poesia (anche al fianco di pesi massimi quali Jodorowsky e il già citato Ferlinghetti), intuizioni in campo multimediale e chissà quanto altro ancora da inventare.

In contemporanea ai progetti legati a Buly Pank e a Dino Campana, differenti l’uno dall’altro ma in qualche modo complementari tra loro, Marco Parente ha portato a termine il suo vero e proprio nuovo album di studio, il settimo in una carriera ormai ultraventennale: uscirà nell’autunno 2019. Restate sintonizzati.

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