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“Light Figures”, il nuovo album sweet noise dei KICK, è in uscita oggi 16 marzo 2022 per Anomic Records/Dischi Sotterranei/Sour Grapes

Dolcezza e rumore, luce e oscurità, anima e corpo. I KICK tornano con il nuovo album Light Figures, in uscita digitale oggi 16 marzo 2022 per Anomic Records (Berlino, Germania), Dischi Sotterranei (Padova, Italia) e Sour Grapes (Manchester, Regno Unito), in pre-order in vinile e musicassetta.

KICK, da Brescia, sono Chiara Amalia Bernardini (voce, basso) e Nicola Mora (chitarre, piano elettrico, synth, campionatori). Il sound del duo unisce elementi ruvidi e altri più avvolgenti in quello che potrebbe essere definito idealmente “sweet noise”, ovvero uno stile tutto loro che concilia appunto il rumore con la morbidezza delle atmosfere, senza porsi limiti di genere.

La produzione di Light Figures, composto tra il 2019 e il 2020, in seguito registrato al T.U.P. Studio di Brescia, è stata curata assieme a Marco Fasolo (Jennifer Gentle, I Hate My Village), noto per l’impronta internazionale conferita ai suoi lavori.

Secondo album per la band lombarda, Light Figures rivela melodie “deviate” e ritmiche spesso ossessive, rappresentando un naturale cambio di direzione rispetto a quanto pubblicato in precedenza, ovvero l’album d’esordio Mothers del 2016 e il fortunato EP Post-Truth del 2018: le sonorità si fanno meno elettroniche e di contro maggiormente analogiche, minimali e al contempo heavy. Un approccio che riflette un background eterogeneo, in grado di abbracciare l’ipnosi del trip hop così come l’asperità della no-wave newyorkese, sino ai caposaldi desert rock stoner.

Light Figures è un disco fatto di dualismi, di opposti complementari. “Questo album vuole valorizzare le ‘ammaccature’ dell’anima, il ‘lato oscuro’ che caratterizza ciascuno di noi, e che tentiamo sovente di reprimere perché ne siamo spaventati. La comunicazione con il nostro lato oscuro è necessaria. Dobbiamo farcelo amico, ascoltarlo… uscirci a bere un bicchiere di vino una volta ogni tanto. Proprio come la luce e il buio, il nostro lato solare e quello più cupo sono strettamente connessi, e danno senso l’uno all’altro“.

Nel primo singolo Setting Tina compare come ospite al basso Scott Reeder, componente storico dei Kyuss e attualmente militante nei Fireball Ministry. Caratterizzato da un trascinante groove, Setting Tina è una peculiare interpretazione del linguaggio della propaganda populista, che fa leva sulla rabbia e sulla frustrazione delle persone per manipolarle e “settarle” come se fossero tante macchine da sfruttare a proprio piacimento. Il nome Tina non è casuale, bensì ispirato al celebre slogan thatcheriano “There is no alternative”, con il quale l’ex primo ministro inglese dichiarava il neo-liberismo come unico modello di vita possibile. I tempi sono cambiati, ma il senso di ineluttabilità purtroppo rimane: ci sentiamo vittime impotenti e meri strumenti di fronte a un sistema che si sta ripiegando su se stesso, portandoci al collasso. Sirens Never Sleep, dallo sghembo andamento post-punk, accresce il suo magnetico alone di mistero con un testo cantato in parte in una lingua sconosciuta. “Sirens Never Sleep è un brano ironico e scanzonato, una dedica sarcastica alle sirene che ci ingannano con il loro canto, portandoci allo schianto contro le rocce“.

Rubberlover, imperioso e ambivalente, con il contributo dello stesso Fasolo al piano elettrico e di Christian Bindelli della band a/lpaca alle secondi voci, indaga uno spaccato della pratica BDSM: “Ciò che ci affascinava era esplorare la dinamica di potere/sottomissione che si viene a instaurare tra due adulti consenzienti, e come, all’interno della voce narrante, le richieste di sottomissione possano coesistere con richieste di dolcezza amorosa più tipicamente tradizionali“. Il quarto singolo Viole, disponibile dal 2 marzo, è il primo brano in italiano dei KICK. Le tematiche bucoliche e oniriche del testo si sposano con sonorità cullanti e psichedeliche, impreziosite dai fiati di Beppe Scardino (C’mon Tigre, Calibro 35) e dalla parte di chitarra nella coda finale, scritta e suonata da Fasolo.

testi di Bernardini, per la prima volta scritti non solo in lingua inglese ma in alcuni casi appunto anche in italiano (l’irresistibile Benvegnuda è addirittura un’altalena di differenti mood e idiomi), si soffermano tanto sul tema ricorrente dell’amore quanto su argomenti sociali. Nel primo caso, si va dalle già citate dinamiche sadomaso di Rubberlover all’amore inteso come connessione tra due anime nella vivace Sparks o a quello ormai consolidato nella delicata ballad semi-pastorale Eleven. Oltre a Setting Tina, sul secondo fronte ricordiamo invece la frenetica 24-Hour Delivery Club, in riferimento ai “falsi bisogni” generati da una società sempre più materialista, e la conclusiva Atlantide, tesa a contrastare un cambiamento climatico dalle conseguenze probabilmente apocalittiche.

Da sempre molto attivi anche dal vivo, sia in Italia sia all’estero, i KICK hanno scelto come immagine di copertina del nuovo album un simbolico scatto di Marco Pietracupa. “La fotografia raffigura una modella androgina, quasi angelica. Dietro di lei, si apre un mondo naturale e paradisiaco. C’è però qualcosa nel suo sguardo e nella sua nudità, in rimando a una dimensione corporea e terrena, che non troverebbe spazio nel Paradiso per come lo conosciamo. È una creatura complessa, la cui ambiguità rappresenta il superamento della dicotomia anima/corpo e dunque calza alla perfezione al concetto che sta alla base di Light Figures“.

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