Sunday Morning

I Sunday Morning nascono nel 1998 a Cesena. Dopo l'esordio e una lunga pausa iniziata nel 2007, nella primavera 2015 iniziano a lavorare a nuovi brani, diventati poi parte del disco del loro ritorno. Nel 2016, la formazione romagnola guidata da Andrea Cola e la neonata etichetta Bronson Recordings uniscono le forze per l'uscita del terzo album. Nel 2018 il brano "Lovers & Tramps" dà il via a un nuovo capitolo per la band, concretizzatosi a inizio aprile 2019 con l'uscita di "Four", perfetto emblema di un alt-rock che guarda elegantemente in direzione Americana.

Sunday Morning: il nuovo album, Four, e il nuovo tour

Dalla provincia di Cesena alla scena Americana. Partendo dal cuore pulsante degli Stati Uniti, dalla Louisiana, con lo sguardo rivolto lontano, alla West Coast.

Registrato allo StoneBidge Recordings Studio di loro stessa proprietà e pubblicato il 5 aprile 2019 da Bronson Recordings, Four è il quarto album dei romagnoli Sunday Morning, quartetto attualmente composto da Andrea Cola (voce, chitarre, tastiere), Luca Galassi (chitarre), Jacopo Casadei (basso, tastiere, cori) e Federico Guardigni (batteria).

Four è un disco fatto di immensi spazi aperti e mondi interiori, è lo specchio di un viaggio che ha cambiato radicalmente l’attitudine musicale dei Sunday Morning. Le canzoni riflettono la volontà di percorrere nuove strade. I paesaggi dell’immaginazione corrispondono alle praterie libere e infinite del Southwest, mentre alle spalle risuona il sound del fiume Mississippi, là dove tutto ha avuto inizio. I dieci brani in scaletta – tra i quali i singoli Lovers & Tramps , If I Go e Power – sono più rilassati e profondi rispetto al passato, le melodie guadagnano lo spazio necessario, le chitarre acustiche si moltiplicano fino ad avvolgere gli echi dell’elettricità, il pianoforte entra finalmente in azione e la voce diventa protagonista.

La maggior parte dei brani sono stati scritti durante i tre mesi che ho trascorso a New Orleans, dove svolgevo il ruolo di assistente agli Esplanade Studios. Entrare in quel mondo – e avere l’opportunità di lavorare al fianco di una leggenda come Daniel Lanois –  ha innescato in me un’ispirazione inedita, che aveva come punto di partenza l’approccio allo strumento. Per la prima volta nella mia vita ho avuto la sensazione di trovarmi esattamente dove avrei voluto sempre essere, dentro un’aria spessa che ti si attacca alle braccia, su quella precisa sedia, sotto quel portico. Tutto quello che ho visto e vissuto in quei tre mesi mi ha insegnato che la modalità di realizzazione di un disco, molto semplicemente, può funzionare o non funzionare. E quella che funziona ha più a che fare con il giusto spirito e le giuste persone che con la tecnica”. (Andrea Cola)

Sunday morning brings the dawn in…”, per citare i Velvet Underground. E l’alba dei Sunday Morning, cioè la loro nascita, sorge nel 1998. Archiviati cambi di line-up, tanti live e l’esordio Take These Flowers To Your Sister risalente al 2005, nel 2007 arriva però un lungo periodo di pausa, inframezzato nel 2010 dall’avventura da solista di Andrea Cola con l’album Blu. Vari anni dopo, la rinascita: i Sunday Morning tornano con l’autoprodotto Instant Lovers, del 2015, e a stretto giro con Let It Burn, del 2016, a documentarne l’urgenza espressiva in presa diretta e a inaugurare il sodalizio con l’etichetta ravennate Bronson Recordings. Nel 2017 la band apre i concerti italiani di Micah P. Hinson.

Sostenuto da un tour organizzato da BPM Concerti, Four spinge l’alt-rock del gruppo ancora più in là, con assoluta padronanza dei propri mezzi e credibilità internazionale, con eleganza e senso della misura. Con i piedi ben saldi a terra, legati alle radici, ma la mente lanciata nella selvaggia dimensione del sogno. Tra influssi blues e indie folk, all’insegna di una scrittura tradizionale – o per meglio dire eterna –  che rimanda a Bruce Springsteen, Neil Young e Ryan Adams, così come a formazioni quali Big Star, Black Crowes e Wilco, sino al presente dei The War On Drugs. Four è il grande romanzo americano dei Sunday Morning e, come tale, non ha bisogno di artifici e inutili orpelli, né di inseguire le mode del momento. Ricorrendo soltanto alla forza del songwriting e alle esperienze vissute in prima persona. Diventare dei classici”, anche al giorno d’oggi, è possibile.

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