OvO

Il duo italiano noise-rock OvO è al centro delle scene post-rock, industrial-sludge e avant-doom di tutto il mondo da due decenni. La mentalità “da tour”, unita a etica DIY, approccio senza alcuna paura e polverizzanti spettacoli dal vivo, li ha resi impossibili da classificare, ma sempre lì, pronti a materializzarsi nella tua città, come un'onnipresenza spettrale. Operativi a Ravenna, gli OvO sono stati fondati nel 2000 da Stefania Pedretti e Bruno Dorella, e a oggi hanno realizzato nove album, oltre a vari split e dischi dal vivo, unendo strumentazione elettronica e acustica, ispirandosi ad artisti come Swans e Diamanda Galás. Gli OvO si sono esibiti nei festival di quasi tutti i continenti e sono stati a lungo in tournée. In concomitanza con il ventesimo anniversario del loro progetto, gli OvO sono lieti di annunciare un nuovo sodalizio con Artoffact Records, etichetta di Toronto che il 7 febbraio 2020 darà alle stampe il loro nono album sci-fi metal, "Miasma", seguito da un tour in tutta Europa.

Gli OvO annunciano il nuovo album Miasma, fuori per Artoffact Records il 7 febbraio 2020, nell’anno del loro ventennale, e il nuovo tour europeo 

Un Miasma contagioso, proveniente dalle paludi più remote, sta circondando città e villaggi. Potrebbe trattarsi di un morbo alieno, come in un film di fantascienza, oppure potrebbe derivare da una paura più profonda, causata da chiunque voglia controllarci, come nella vita reale. Freak, queer e outsider saranno i primi a rendersene conto e a combatterlo. In ogni caso: aspettatevi delle mutazioni.

I rivoluzionari OvO, nel loro nono album in uscita il 7 febbraio 2020 in CD e vinile, cercano di restituire quanto fantascienza e realtà siano a ben vedere contigue nella nostra contemporaneità e quanto, dunque, il miasma sia vicino a noi. Bruno Dorella (Ronin, Bachi da Pietra, Tiresia, GDG Modern Trio, Sigillum S, ecc.) e Stefania Pedretti (?Alos) hanno fatto un passo indietro, verso le loro radici punk/hardcore, e hanno mantenuto intatta la loro tipica elettronica organica e rumorosa, così come la contaminazione radicale fra tribalismo e futurismo, aggiungendo una significativa quantità di caos, nella rappresentazione alchemica delle tre fasi del miasma (Psora, Lue e Sicosi, secondo il saggio Malattie croniche di Samuel Hahnemann risalente al 1828). Hanno realizzato, in questo modo, uno dei loro dischi più morbosi.

Come avvenuto per i precedenti due album (Abisso del 2013 e Creatura del 2016), tutto è iniziato con alcuni loop e pattern ritmici che il batterista Bruno Dorella ha proposto alla cantante e chitarrista Stefania Pedretti. Bruno ha usato il suo set di batteria molto minimale (floor tom, rullante, hi-hat e piatto ride) e alcuni sample che sono stati appositamente creati da lui stesso e da amici del calibro di Eraldo Bernocchi (Sigillum S, Blackwoods, Black Engine, Obake e molti altri progetti), a034, Ripit, Paolo Bandera (Sigillum S, Sshe Retina Stimulants) e Matteo Vallicelli (Soft Moon). Stefania ha scelto ciò che le piaceva di più, ha modificato qualche struttura adattandola al contesto e quindi ci ha suonato e cantato sopra. I due hanno poi voluto lasciare un po’ di spazio per il contributo di alcuni ospiti, ovvero la grande band norvegese post-punk Årabrot su L’Eremita, la trapper Gnučči  su Testing My Poise e Gabriele Lepera dei sabotatori synthpunk italiani Holiday Inn su Burn De Haus.

Queer Fight è il primo singolo tratto dal disco, con un incredibile video diretto da Lele Marcojanni: “Queer Fight è la nostra personale ode alla rabbia positiva. È la metafora della vita quotidiana: le persone combattono le regole che non concedono spazio alla diversità, quindi si tratta di una sfida contro l’inflessibilità della società. Queer Fight vuole essere un motto di una lotta unita per la libertà di tutti“. Il secondo estratto You Living Lie è descritto invece come una danza dell’apocalisse: sludge-doom e beat elettronico, funky e minimale, strusciano e collidono fra loro, mentre Pedretti terrorizza l’ascoltatore con voci maniacali, urlate nella sua lingua di origine.

Miasma è stato registrato da Ivano Giovedì e Franco Beat in luoghi segreti dell’Italia rurale, mixato da Giulio “Ragno” Favero e masterizzato da Andrea De Bernardi.

Per quanto riguarda l’artwork, la resa grafica del virus miasma è stata disegnata dal tatuatore londinese Michele Servadio.

Dopo aver pubblicato dischi con la propria etichetta Bar La Muerte (RIP), con la label di culto Load di Providence (RIP), con la Supernatural Cat degli Ufomammut e con la Dio Drone del loro “brother in crime” Naresh Ran, gli OvO si sono resi conto che era arrivato il momento di passare a qualcosa di più organizzato per affrontare il nuovo music biz senza perdere la loro attitudine DIY. Ecco perché, alla fine, sono entrati a far parte del prestigioso roster della canadese Artoffact Records, fondata a Toronto nel 1999, perfetta nel suo trovarsi in equilibrio fra heavy music e synthpunk.

Gli OvO sono noti per le loro lunghe tournée e per la loro intensa resa live, con più di mille show all’attivo. Nel 2020 celebreranno il loro ventennale di attività e, a partire da febbraio 2020, presenteranno Miasma nel corso di un altro tour infinito.



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