KICK

I KICK, da Brescia, sono Chiara Amalia Bernardini e Nicola Mora. Il sound del duo unisce elementi ruvidi e altri più avvolgenti in quello che potrebbe essere definito idealmente "sweet noise", ovvero uno stile tutto loro. Dopo il primo album “Mothers” e l'EP “Post-Truth”, il loro nuovo album “Light Figures”, prodotto con Marco Fasolo (Jennifer Gentle, I Hate My Village), è in uscita a gennaio 2022 per Anomic Records (Germania), Dischi Sotterranei (Italia) e Sour Grapes (Regno Unito), anticipato dal primo singolo estratto “Setting Tina” con Scott Reeder (Kyuss) ospite al basso.

Setting Tina e Sirens Never Sleep sono i nuovi singolo dei KICK, dal nuovo album Light Figures in uscita a gennaio 2022 per Anomic Records/Dischi Sotterranei/Sour Grapes

Setting Tina è il nuovo singolo dei KICK, in uscita il 5 luglio 2021 per Anomic Records (Germania), Dischi Sotterranei (Italia) e Sour Grapes (Inghilterra). Il brano, come l’intero nuovo album Light Figures in arrivo a gennaio 2022, è stato prodotto con Marco Fasolo (Jennifer Gentle, I Hate My Village) e vede per di più il contributo di Scott Reeder, componente storico dei Kyuss e attualmente militante nei Fireball Ministry, come ospite al basso.

Da sempre molto attivi anche dal vivo, sia in Italia sia all’estero, i KICK sono Chiara Amalia Bernardini (voce, basso) e Nicola Mora (chitarre, piano elettrico, synth, campionatori). Il loro sound unisce elementi ruvidi e altri più avvolgenti in quello che potrebbe essere definito idealmente “sweet noise”, ovvero uno stile che concilia appunto il rumore con la morbidezza delle atmosfere, senza porsi limiti di genere. Il backgound del duo bresciano spazia infatti dall’ipnosi del trip hop all’asperità della no-wave newyorkese, sino al caposaldo dello stoner e del desert rock.

Setting Tina introduce un naturale cambio di direzione rispetto a quanto pubblicato in precedenza dalla band lombarda, ovvero l’album d’esordio Mothers del 2016 e il fortunato EP Post-Truth del 2018: le sonorità si fanno meno elettroniche e di contro maggiormente analogiche, minimali e al contempo heavy. 

Caratterizzato da un trascinante groove psych-r’n’r, Setting Tina porta con sé anche un tema sociale in quanto peculiare interpretazione del linguaggio della propaganda populista, che fa leva sulla rabbia e sulla frustrazione delle persone per manipolarle e “settarle” come se fossero tante macchine da sfruttare a proprio piacimento. Il nome Tina non è casuale, bensì ispirato al celebre slogan thatcheriano “There is no alternative”, con il quale l’ex primo ministro inglese dichiarava il neo-liberismo come unico modello di vita possibile. I tempi sono cambiati, ma il senso di ineluttabilità purtroppo rimane: ci sentiamo vittime impotenti e meri strumenti di fronte a un sistema che si sta ripiegando su se stesso, portandoci al collasso.

Il videoclip di Setting Tina, realizzato da Marco Armando Alliegro utilizzando in prevalenza la tecnica del found footage, rafforza visivamente quanto suggerito dal testo della canzone, ovvero l’inquietudine dell’appartenenza alla macchina del capitalismo e il bisogno di un riavvicinamento alla semplicità della natura. Nella parole del regista: “Il clip presenta diversi tipi di linee interpretative, come per esempio il rapporto tra vita civilizzata e vita selvaggia che vede le stesse necessità primarie soddisfatte in modi diversi: nel primo caso assistiamo a una crudeltà che agisce a un livello subdolo e beffardo, mentre nel secondo in maniera senz’altro cruenta ma forse in qualche modo più rispettosa dell’ambiente e dell’altro da sé“.

Disponibile dall’8 settembre 2021, il secondo nuovo singolo Sirens Never Sleep, dall’andamento sghembo in bilico tra post-punk e no-wave, accresce il suo magnetico alone di mistero con un testo cantato in parte in una lingua sconosciuta. Le Sirene, del resto, ibride e ambivalenti per definizione, con due identità all’interno dello stesso corpo, sono legate all’ignoto e seguirle vuol dire perdersi, mollare gli ormeggi della certezza per imbarcarsi in nuove avventure. “Sirens Never Sleep è una dedica ironica alle creature che ci ingannano con il loro canto, portandoci allo schianto contro le rocce“.

Il videoclip di Sirens Never Sleeps è stato realizzato da Zannunzio, visual artist e bassista/vocalist della band submeet. Le riprese in notturna, avvenute tra i monti bresciani e la campagna mantovana, sono state filtrate attraverso la tecnica della glitch art, con la quale errori digitali o analogici, ottenuti con la corruzione di file o il rimaneggiamento di dispositivi elettronici, diventano espedienti decorativi e artistici che donano un nuovo aspetto e significato alla forma e all’immagine. Nelle parole di Zannunzio: “I particolari glitch utilizzati per il video, il pixel-sorting e il data-moshing, creano quel senso di vertigine e angoscia che rendono l’intero filmato una vera e propria documentazione di ‘Discesa agli Inferi’, e i KICK dei moderni Caronte“.


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Label: Anomic RecordsDischi Sotterranei | Sour Grapes Records 

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